Pubblicata il: 3 Giugno 2025

Roma. Il pellegrinaggio delle Sette Chiese giubilari

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Descrizione

Jobel, letteralmente “ariete”, è la parola ebraica da cui deriva il termine Giubileo. Era proprio il suono del corno d’ariete ad annunciare molte celebrazioni religiose. E cos’è il Giubileo se non una grandiosa cerimonia sacra? Anche chiamato “Anno Santo”, si festeggia dal lontano 1300 e il prossimo si terrà nel 2025. Santo perché è l’anno della remissione dei peccati, del pentimento, della conversione. L’inaugurazione, con l’apertura da parte del Papa della Porta Santa della Basilica di San Pietro, dà inizio ai pellegrinaggi dei fedeli a Roma, che arrivano qui per pregare sulle tombe degli apostoli e ricevere l’indulgenza plenaria dal Papa. Uno di questi cammini, ideato da San Filippo Neri nel XVI secolo, è il Giro delle Sette Chiese. Si parte da San Pietro, che conserva una delle porte sante, e poi si fa tappa alle basiliche di San Paolo fuori le Mura, San Sebastiano fuori le Mura, San Giovanni in Laterano, Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo fuori le Mura e infine alla Basilica di Santa Maria Maggiore.


Il Giubileo, l’Anno Santo della remissione dei peccati, del pentimento, della conversione, ha avvio con il rito dell’apertura da parte del Papa della Porta Santa della Basilica di San Pietro. Roma, più di quanto avviene solitamente, nell’anno giubilare diventa meta di numerosissimi pellegrinaggi di fedeli, che arrivano nell’Urbe per pregare sulle tombe degli apostoli e ricevere l’indulgenza plenaria dal Papa. Uno dei cammini spirituali più battuti in occasione del Giubileo è il pellegrinaggio delle Sette Chiese (di circa 25 km), che esiste fin dal Medioevo grazie a San Filippo Neri e tocca sette basiliche romane. Si parte, è ovvio, dalla Basilica di San Pietro. Da qui ci si sposta alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura, che si trova appunto fuori dalle Mura aureliane, nel quartiere Ostiense, e si dice sorga dove fu sepolto San Paolo. Prossima tappa la chiesa di San Sebastiano Fuori le Mura, che sorge su antichissime catacombe che conservano le spoglie del santo a cui la basilica è dedicata. La successiva è la Basilica di San Giovanni in Laterano, “madre e capo di tutte le chiese dell’Urbe e del Mondo”, nella grande e articolata piazza S. Giovanni, con l’obelisco più alto della capitale e i 28 gradini della Scala Santa saliti in ginocchio dai fedeli.

Nel rione Esquilino si trova invece la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, nata dopo il viaggio in Terra Santa della madre dell’imperatore Costantino, che portò con sé le reliquie della Croce e fece edificare un luogo di culto per venerarla.

Rimangono solo due tappe per concludere il cammino delle Sette Chiese, ovvero le basiliche di San Lorenzo fuori le Mura e infine quella di Santa Maria Maggiore. La prima, anche chiamata Chiesa del Verano poiché si trova nell’omonimo piazzale, fu distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e poi ricostruita, tanto che al suo interno è riscontrabile al primo sguardo la fusione di due differenti fasi edilizie. La seconda e ultima tappa del cammino, Santa Maria Maggiore, una delle basiliche papali, che rivestono un ruolo importantissimo per la Chiesa di Roma, conserva al suo interno le spoglie di ben sette pontefici.

Luoghi dell'esperienza

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Punto d'interesse

Basilica di San Pietro

Piazza San Pietro, Città del Vaticano
www.basilicasanpietro.va/it
Ingresso: a pagamento

Si può dire che San Pietro sia la Basilica per eccellenza. Un po’ per importanza, un po’ per la grandiosità, un po’ perché è uno scrigno di ricchezze artistiche e culturali. Vi si accede percorrendo una scalinata progettata dal Bernini che porta alla loggia da cui il pontefice si affaccia per le benedizioni. Dall’arcata inferiore sinistra si accede a Città del Vaticano. Dentro, un tripudio d’arte. A partire dalla celebre cupola che Michelangelo cominciò ma che di cui non riuscì mai a vedere la fine. Dalla cupola filtra la luce diurna che risplende direttamente sopra l’altare, rendendolo quasi una visione mistica. L’interno della Chiesa continua a sorprendere per magnificenza e opulenza. Ad esempio, proprio sopra l’altare si trova il Baldacchino bronzeo di Bernini. Nella navata destra trionfa la Pietà, opera michelangiolesca circondata da vetri protettivi. Moltissime altre sono le opere da elencare, tra sculture e tombe di pontefici, santi, regnanti e altre degne personalità legate alla Chiesa cattolica. Nella navata sinistra si trova l’accesso al Museo storico artistico in cui è possibile visitare reliquie e manufatti preziosi, mentre nella navata centrale si aprono le Grotte vaticane. È qui, a San Pietro, che vene sancito l’inizio del Giubileo con l’apertura dei battenti della Porta Santa da parte del Papa. È la quinta delle cinque porte bronzee che danno accesso alla Basilica e anche la più importante. In realtà a Roma vi sono altre porte sante: in San Giovanni in Laterano, in San Paolo fuori le Mura e in Santa Maria Maggiore. Fino al 2000 la Porta Santa di San Pietro veniva murata e poi abbattuta ritualmente, poi Papa Giovanni Paolo II modificò il rito, facendo abbattere la porta giorni prima dell’inizio dell’Anno Santo, per estrarre la cassetta che contiene la chiave. Simbolicamente, Gesù è la porta, e la sua apertura, che consente il passaggio dei fedeli, è metaforicamente il passaggio che essi compiono per giungere alla grazia. Da qui inizia il pellegrinaggio delle Sette Chiese.

Punto d'interesse

Da San Lorenzo fuori le Mura a Santa Maria Maggiore

BASILICA DI SAN LORENZO FUORI LE MURA
Piazzale del Verano 3, Roma
www.basilicasanlorenzofuorilemura.it
Ingresso: visite guidate a pagamento

BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE
Piazza di Santa Maria Maggiore, Roma
www.basilicasantamariamaggiore.va/it
Ingresso: gratuito

La Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, in piazza San Lorenzo, fu fondata, come moltissime altre, per volere dell’imperatore Costantino, sopra il luogo del martirio del santo. Purtroppo la chiesa, che è una delle quattro basiliche papali di Roma, fu severamente danneggiata dai bombardamenti del 1943, a seguito dei quali l’allora Papa Pio XII benedisse le vittime della tragedia, commemorata da una stele. In seguito alla sua ricostruzione vennero meno gli strati dell’edificio risalenti all’Ottocento, lasciando venire a galla l’aspetto duecentesco. All’interno emerge bene come la basilica sia stata edificata con due differenti stili architettonici, uno del XIII secolo e uno del VI. Alla prima datazione risale la basilica onoriana a tre navate con le colonne dai capitelli medievali, mentre alla seconda datazione risale la basilica pelegiana adattata al presbiterio. Dentro la basilica si trovano inoltre la tomba di San Tarciso e la tomba con baldacchino cosmatesco del cardinale Guglielmo Fieschi. Cosmateschi sono anche il pavimento, i due amboni e il candelabro pasquale. Mezz’ora circa di cammino conduce, finalmente, all’ultima tappa religiosa: la Basilica di Santa Maria Maggiore, che troneggia nel rione Esquilino. Si tratta di una delle sei basiliche papali, molto importanti nella storia della Chiesa cattolica. Tra le cattedrali romane è l’unica a conservare la struttura paleocristiana originaria, suddivisa in tre navate da trentasei colonne. Dall’esterno salta all’occhio il campanile dall’altezza di 75 m, dall’aspetto romanico trecentesco, che ogni sera alle 21, fin dal Cinquecento, fa risuonare alcuni rintocchi. Secondo una leggenda, questi erano serviti a richiamare una pellegrina che si era persa per le strade di Roma, tanto che la campana è stata soprannominata “la Sperduta”. La navata centrale è adornata da bellissimi mosaici che risalgono al V secolo, proprio come la struttura stessa della chiesa. Vi sono anche conservate alcune tombe di personaggi illustri, tra questi ben sette pontefici, come Sisto V, San Pio V, Clemente VIII e Paolo V, divisi fra la cappella Sistina e la Paolina o Borghese. Come da tradizione antica, dopo l’ultima tappa del pellegrinaggio delle Sette Chiese, ci si congeda intonando il Salve Regina.

Punto d'interesse

Da San Paolo fuori le Mura a San Sebastiano fuori le Mura

BASILICA DI SAN PAOLO FUORI LE MURA
Piazzale San Paolo 1a, Roma
www.basilicasanpaolo.org
Ingresso: visite guidate a pagamento

BASILICA DI SAN SEBASTIANO FUORI LE MURA
Via Appia Antica 136, Roma
www.sansebastianofuorilemura.org
Ingresso: gratuito

La seconda tappa del pellegrinaggio delle Sette Chiese è San Paolo fuori le Mura, la seconda chiesa più grande di Roma dopo quella di San Pietro, e che conserva una delle quattro porte sante romane. La basilica venne eretta per volere dell’imperatore Costantino, leggenda vuole, sopra le spoglie di San Paolo. La parte alta della facciata è ornata da mosaici della mano di Filippo Agricola e Nicola Consoni e l’interno, diviso in cinque navate, è decorato dalle raffigurazioni dei pontefici della storia della Chiesa. Ai lati dell’altare maggiore, su cui spiccano il ciborio gotico e il candelabro pasquale, si aprono due cappelle. La sinistra è decorata da un Crocifisso e una Madonna in mosaico, ed è chiamata “Cappella del Santissimo”. In quella di destra, detta “di San Lorenzo”, si trova un trittico marmoreo probabilmente della scuola di Andrea Bregno. I pellegrini, da qui, possono raggiungere la Chiesa di San Sebastiano fuori le Mura in una cinquantina di minuti a piedi: si trovano entrambe fuori dalle Mura aureliane ma la prima si trova a ridosso del quartiere Ostiense, mentre la seconda nei pressi del Parco della Caffarella, lungo la Via Appia Antica. Questa basilica venne eretta sopra la necropoli in cui erano custoditi i corpi degli apostoli Pietro e Paolo, che furono in seguito trasportati nelle rispettive basiliche, e al loro posto fu messa la reliquia di San Sebastiano. Alle catacombe si può accedere tramite una serie di gallerie sotterranee. All’interno della chiesa è conservata, nella cappella delle Reliquie, una delle frecce del martirio di San Sebastiano, figura tra l’altro molto frequentemente scelta da vari pittori per i proprio dipinti, dove si vede il Santo legato a una colonna e trafitto da una freccia. Nell’altra cappella, di San Sebastiano, in asse con la sepoltura dello stesso, si trova la statua del martire creata a partire da un disegno del Bernini. Un cammino più lungo è quello che porta alla tappa successiva: la Basilica di San Giovanni in Laterano.

Punto d'interesse

Da San Giovanni in Laterano a Santa Croce in Gerusalemme

BASILICA DI SAN GIOVANNI IN LATERANO
Piazza San Giovanni in Laterano, Roma
www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/index_it
Ingresso: gratuito

BASILICA DI SANTA CROCE IN GERUSALEMME
Piazza di Santa Croce in Gerusalemme 10, Roma
www.santacroceroma.it
Ingresso: gratuito

San Giovanni in Laterano, sita nella piazza omonima, è un’altra di quelle basiliche che conservano le porte sante, assieme a San Pietro, San Paolo fuori le Mura e Santa Maria Maggiore. È in San Giovanni in Laterano che venne proclamato il Giubileo nel 1300, come ricorda il frammento di un affresco di Giotto sul primo pilastro della navata intermedia. Inoltre, la chiesa è la più antica delle quattro basiliche papali ed è considerata “madre e capo di tutte le chiese dell’Urbe e del Mondo”. È dedicata a Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e al Santissimo Salvatore, ed è stata restaurata più volte nel corso del tempo. La facciata è coronata dalle statue di Cristo, di San Giovanni Battista e degli evangelisti. L’interno, a cinque navate, previde il lavoro di Francesco Borromini, di cui si conserva il soffitto ligneo cinquecentesco e il pavimento cosmatesco. Sempre di Borromini le edicole poste lungo la navata centrale, che accolgono le figure dei dodici apostoli. Dietro la grata al termine della navata si trovano le reliquie degli apostoli Pietro e Paolo. Anche Galilei apportò il suo contributo alla basilica: a lui è infatti attribuita la cappella Corsini, nell’ultima navata a sinistra, con la statua di Clemente XII. Nel braccio destro ha sede il museo con le preziose oreficerie e la Croce costantiniana. Percorrendo circa un quarto d’ora d strada, si arriva alla quinta tappa del Giro delle Sette Chiese, la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Fu la madre dell’imperatore Costantino a volere la costruzione della basilica, per custodire le reliquie della Croce che aveva portato con sé dalla Terra Santa. Questo ritrovamento è, tra l’altro, commemorato da un dipinto di Antoniazzo Romano, posto nel catino. All’interno della chiesa, in stile barocco e diviso in tre navate ornate da colonne di granito, si trova anche un museo che conserva gli affreschi che erano prima posti nella navata centrale, più una Crocifissione appartenente alla scuola giottesca. Accanto alla basilica si trova anche un sito archeologico che comprende i resti dell’Anfiteatro Castrense e il Sensorium, domicilio imperiale. Una volta conclusa la visita della Basilica di Santa Croce, manca un’ora di cammino per terminare l’itinerario delle Sette Chiese, passando dapprima alla Basilica di San Lorenzo fuori le Mura e giungere infine alla Basilica di Santa Maria Maggiore.